Sintesi dello studio in italiano :
L‘Unione Europea (UE) si trova davanti a sfide decisive per il proprio futuro: deve rendere più competitive le industrie di oggi e investire nelle tecnologie di domani, rafforzare le proprie capacità di difesa, approvare il bilancio a lungo termine, instaurare nuovi partenariati e promuovere la lotta al cambiamento climatico. In questo quadro, alla Germania spetta un ruolo fondamentale nel realizzare questi obiettivi, e il governo tedesco ha infatti dichiarato di ambire a un ruolo di leadership all’interno dell’Unione. Ma come percepiscono le cittadine e i cittadini tedeschi il ruolo della Germania in Europa? E quali sono, secondo loro, le priorità ? Questo studio intende stimolare un dibattito, empiricamente fondato, su quello che dovrebbe essere il futuro delle politiche europee della Germania. Grazie a un’impostazione di lungo periodo, la ricerca vuole offrirsi come punto di riferimento per cogliere le tendenze politiche nonché il contesto e l’approccio che dovrebbero determinare la configurazione delle strategie da adottare.
Principali risultati del sondaggio su un campione rappresentativo (1)
Sull’appartenenza all’UE prevale un atteggiamento positivo; le crisi si risolvono a livello europeo
Per la maggioranza del campione intervistato l’atteggiamento resta positivo rispetto all’appartenenza della Germania all’Unione Europea: un solido 63% ritiene infatti che i benefici superino gli svantaggi. Inoltre, la maggioranza ritiene più probabile che le attuali crisi trovino una soluzione sul piano europeo anziché su quello nazionale (54% contro 38%). Questo vale per quasi tutti gli ambiti politici (ad eccezione dell‘economia, con il 35%): clima e ambiente (65%), difesa (63%), politica estera (59%), migrazione/asilo (57%) e digitalizzazione/IA (52%).
Il desiderio di un governo proattivo e un sostegno a compromessi e coalizioni dei volenterosi
La maggioranza delle persone intervistate auspica un’azione più proattiva da parte del governo in Europa (68%). Il 59% si dichiara favorevole a procedure decisionali comuni per un’Europa più forte, anche laddove questo comporti per la Germania il doverscendere a compromessi. Contestualmente, il 72% è favorevole alla formazione di coalizioni dei volenterosi per aggirare blocchi o veti all’interno delle istituzioni europee.
Cambiano le priorità per gli investimenti europei aggiuntivi: cala l’attenzione alla difesa, cresce la spinta su clima e politiche sociali
Benché scettici rispetto all’ammontare del contributo tedesco al bilancio europeo, le cittadine e i cittadini intervistati sono favorevoli ad un aumento della spesa comune in ambiti specifici, a partire dalla sicurezza interna (41%). Risulta invece in calo il consenso per un aumento delle risorse destinate alla difesa, passato dal 52% del 2025 al 31% del 2026, mentre è in crescita quello per le politiche sociali (dal 23% al 39%) nonché quello per clima e ambiente (dal 25% al 37%).
La maggioranza si oppone all’indebolimento degli obiettivi climatici
Una maggioranza complessiva del 62% chiede al governo federale di impegnarsi a Bruxelles per mantenere gli obiettivi climatici europei già stabiliti (36%) o per definirne di ancora più ambiziosi (26%). Di converso, il 33% del campione auspica un indebolimento dei target ambientali europei.
Sostegno alle misure di rafforzamento dell’industria europea nonostante i costi
Dall’analisi emerge un forte sostegno a strumenti di politica industriale e commerciale orientati a consolidare il sistema economico europeo e a rafforzarne l’autonomia: l’88% del campione è a favore della rilocalizzazione (onshoring), pur a fronte di costi maggiori, il 77% è a favore di un approccio Buy European e il 65% auspica l’introduzione di dazi sull’import a basso costo dalla Cina. Infine, il 55% condivide la necessità di un’azione di deburocratizzazione a beneficio delle imprese.
Richiesta l’indipendenza dagli USA; resta frammentato il consenso sui principi che dovrebbero ispirare l’instaurazione di nuovi partenariati e l’ampliamento dell’Unione
Il 76% delle persone intervistate esprime il desiderio di una maggiore indipendenza europea dagli USA, unita all’avvio di nuovi partenariati. Tuttavia, mentre il 49% ritiene che tali partenariati debbano fondarsi su un impegno condiviso per la democrazia e i diritti umani, il 47% ritiene prioritario il ritorno in termini di un vantaggio economico e securitario. Riscuote invece un consenso limitato la prospettiva di un ulteriore allargamento dell’Unione (40% a favore, 49% contrario).
Trend e raccomandazioni politiche
Sviluppare una sovranità europea cooperativa
Il filo conduttore che emerge dai risultati del sondaggio è il desiderio di una sovranità europea, declinata in termini di operatività interna, autonomia industriale e indipendenza dagli USA. Con le sue politiche europee, la Germania dovrebbe quindi impegnarsi nella costruzione di una sovranità europea cooperativa che eviti derive isolazioniste e si orienti piuttosto verso partenariati diversificati, vantaggiosi sul piano politico ed economico e ancorati ai valori europei.
Completare il mercato unico e dare vigore alle industrie europee
Le politiche economiche europee del governo tedesco dovrebbero mirare al completamento del mercato unico - attraverso la rimozione delle barriere commerciali e la realizzazione dell’Unione dei mercati dei capitali - e al rafforzamento del tessuto industriale. Questo obiettivo richiede investimenti coordinati e strumenti comunitari di politica industriale, indispensabili per dimostrare la capacità dell’UE di governare con efficacia le sfide economiche contemporanee.
Integrare l’industria europea della difesa evitando costi elevati e monopoli
Per quanto riguarda la difesa, la Germania è chiamata a superare logiche di interesse strettamente nazionale o di conquista di quote di mercato, adottando un approccio chiaramente europeista. Le priorità dovrebbero essere orientate all'efficienza della spesa, all'interoperabilità dei sistemi e alla prevenzione di nuove dipendenze, rendite monopolistiche o extraprofitti.
Difendere gli obiettivi climatici e rafforzare la dimensione sociale dell’Europa
Una netta maggioranza del campione intervistato auspica un aumento della spesa comune destinata alle politiche sociali e alla tutela dell’ambiente, confermando il proprio sostegno agli obiettivi climatici europei. La linea politica europea del governo tedesco dovrebbe pertanto perseguire il rafforzamento dell’Europa sociale e la tutela attiva dei traguardi di sostenibilità già fissati.
Orientare il bilancio dell’Unione al valore aggiunto dell’Europa
Al centro delle preoccupazioni del governo tedesco non dovrebbe esserci il pareggio contabile, bensì l’utilità degli investimenti comuni. Occorre promuovere la necessità di finanziare soluzioni condivise e garantire un impiego efficiente delle risorse puntando sul valore aggiunto della dimensione europea.
Lo studio completo è disponibile qui (in tedesco): Selbstverständlich europäisch 2026 | Heinrich-Böll-Stiftung
Autori/autrici
Dr. Maria Skóra lavora come consulente politica a Berlino ed è Policy Fellow presso Das Progressive Zentrum.
Georg McCutcheon è economista politico e referente per le politiche europee della fondazione Heinrich-Böll.
(1) Nella realizzazione di questo studio, su incarico della fondazione Heinrich-Böll la pollytix strategic research gmbh ha condottoun sondaggio online con 3.023 partecipanti tra il 27 agosto e il 4 settembre 2026. Il campione è rappresentativo degli aventi diritto al voto maggiori di 18 anni. L’errore statistico sui risultati complessivi si attesta tra ±1,1 e ±1,8 punti percentuali.