Metalli e miniere: il grande furto d'acqua

Atlante dell'acqua 2026

In Cile, e non solo, le multinazionali del settore minerario distruggono i ghiacciai e costringono le popolazioni indigene ad abbandonare le loro terre. Con l'aumento della domanda globale di minerali, cresce anche il rischio di conflitti per le risorse, a causa dell'elevato consumo idrico delle attività estrattive e del loro enorme impatto sulla qualità dell'acqua. L'economia circolare rappresenta uno degli strumenti più efficaci per rallentare la corsa allo sfruttamento del sottosuolo.

L’estrazione mineraria mette sotto forte pressione risorse idriche già scarse, generando conflitti tra comunità locali, compagnie minerarie e autorità.
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L’estrazione mineraria mette sotto forte pressione risorse idriche già scarse, generando conflitti tra comunità locali, compagnie minerarie e autorità.

Metalli come rame, alluminio, litio, terre rare e oro sono parte integrante della nostra vita quotidiana: si trovano nelle infrastrutture, nel settore energetico, nei trasporti, nell'edilizia e persino nelle nostre tasche. Secondo l’Istituto Federale per le Geoscienze e le Risorse Naturali della Germania, un comune telefono cellulare può contenere fino a 66 metalli diversi. I metalli preziosi e quelli speciali, in particolare, sono fondamentali per farlo funzionare[1].

La domanda globale di metalli è in costante crescita; quella di terre rare potrebbe più che raddoppiare entro il 2040, mentre per il litio è previsto un aumento fino a tredici volte[2]. Tutto ciò incide sulla disponibilità e sulla qualità dell’acqua. Produrre un solo chilogrammo di rame — quello che finisce in cavi elettrici o caldaie — richiede circa 97 litri d’acqua[3]; per un chilogrammo di litio, necessario alla produzione di batterie per auto elettriche, servono tra 400 e 2.000 litri[4]

La domanda di materie prime potrebbe raddoppiare entro il 2060, accelerando l'eutrofizzazione e privando la vita acquatica di ossigeno e risorse vitali.
La domanda di materie prime potrebbe raddoppiare entro il 2060, accelerando l'eutrofizzazione e privando la vita acquatica di ossigeno e risorse vitali.

 

Cina e Stati Uniti sono i maggiori consumatori di minerali e metalli, mentre in Europa, il primato spetta alla Germania[5]. Le industrie automobilistica e delle costruzioni hanno una domanda particolarmente elevata, poiché richiedono grandi quantità di rame e alluminio[6].

Più del 90% delle materie prime consumate in Germania è importato[7]: il Cile[8] fornisce quasi un terzo del litio e quasi un quarto del rame presenti sul mercato mondiale[9].

Le conseguenze sui territori sono pesanti. Da anni le miniere avanzano verso le aree glaciali, compromettendo queste riserve essenziali di acqua dolce[10]. Oggi circa il 70% della popolazione cilena dipende dall’acqua proveniente dai ghiacciai andini[11]. La crisi climatica ne accelera la fusione, ma l’attività mineraria aggrava il problema: le esplosioni di cantiere danneggiano i corpi glaciali, i detriti li ricoprono e la polvere ne accelera la fusione[12]. A ciò si aggiunge la contaminazione di sorgenti e falde[13], che costringe interi villaggi andini a dipendere da camion-cisterna[14]. Nel Salar de Atacama, una delle principali regioni minerarie del Paese, l’estrazione di rame e litio ha già consumato oltre il 65% delle risorse idriche disponibili[15]. L’impatto è amplificato dalla privatizzazione dell’acqua, che assegna priorità all’uso industriale rispetto a quello umano[16]. Situazioni simili si riscontrano in molte altre regioni del mondo. Le multinazionali che controllano l’estrazione generano profitti enormi, raramente redistribuiti alle comunità locali, spesso tra le più povere del pianeta[17]. Il Global Environmental Justice Atlas[18]registra quasi 900 conflitti legati all’estrazione mineraria in tutto il mondo[19]; l’85% dei quali commesso all’uso e alla contaminazione di acque superficiali o sotterranee[20]. Gli sfollamenti sono frequenti e, in molti casi, attivisti ambientali e membri di popoli indigeni vengono uccisi. In paesi come la Repubblica Democratica del Congo, l’estrazione di cobalto e coltan si basa ancora sul lavoro forzato[21].

Anche l’Europa è chiamata ad affrontare queste criticità. Con il Critical Raw Materials Act del 2024, l’Unione Europea punta a rilanciare l’estrazione interna, portando però in primo piano problemi finora relegati ai paesi produttori. È chiaro che solo una regolamentazione rigorosa e un controllo effettivo possono contenere gli impatti dell'attività mineraria. L’estrazione andrebbe vietata nelle aree sorgentizie, negli ecosistemi aridi e fragili e nelle zone glaciali.

Quando si tratta di acqua, le persone devono avere la massima priorità[22]. Le aziende devono prevenire le violazioni dei diritti umani e i rischi ambientali lungo tutta la loro catena di approvvigionamento, garantendo alle comunità colpite accesso effettivo a vie di ricorso. Ma nel lungo periodo l’unico modo per proteggere l’ambiente dagli impatti minerari è ridurre la domanda di materie prime. L'economia circolare offre molte opportunità. Il regolamento dell'Unione Europea sulla progettazione ecocompatibile (Regolamento Ecodesign) mira a ridurre al minimo gli impatti ambientali dei prodotti, lungo l’intero ciclo di vita, attraverso una progettazione sostenibile. Poiché minerali e metalli sono spesso utilizzati per la produzione di pannelli solari, turbine eoliche e veicoli elettrici, estendere tali norme anche al settore delle rinnovabili sarebbe un passo utile. Un cambiamento nei settori dei trasporti e dell’edilizia è indispensabile: significa muoversi verso un futuro con meno automobili, più mobilità attiva e un trasporto pubblico efficiente, riducendo pressioni sia sulle risorse minerarie sia su quelle idriche.

L'estrazione di rame e litio affronta crescenti rischi climatici, con oltre il 50% della produzione in aree soggette a stress idrico ed esposte a calore e inondazioni.
L'estrazione di rame e litio affronta crescenti rischi climatici, con oltre il 50% della produzione in aree soggette a stress idrico ed esposte a calore e inondazioni.

[2] IEA 2024:https://www.iea.org/reports/rare-earth-elements#dashboard Rare Earth etwas mehr als Verdoppeltung von 2021 zu 2040 und https://www.iea.org/reports/lithium#dashboard Lithium 13fach.

[6] https://power-shift.de/vorschlaege-zur-gestaltung-der-rohstoffwende

Und Rohstoffwende und Energiewende zusammen denken. 

[8] Peña, C. und M.  Hujibregts (2013): The Blue Water Footprint of Primary Copper Production in Northern Chile

[13] Observatorio Latinoamericano de Conflictos Ambientales, 2019, Codelco Andina causa nuevo desastre ambiental por descarga de Relaves al Río Blanco