In Cile, e non solo, le multinazionali del settore minerario distruggono i ghiacciai e costringono le popolazioni indigene ad abbandonare le loro terre. Con l'aumento della domanda globale di minerali, cresce anche il rischio di conflitti per le risorse, a causa dell'elevato consumo idrico delle attività estrattive e del loro enorme impatto sulla qualità dell'acqua. L'economia circolare rappresenta uno degli strumenti più efficaci per rallentare la corsa allo sfruttamento del sottosuolo.
Metalli come rame, alluminio, litio, terre rare e oro sono parte integrante della nostra vita quotidiana: si trovano nelle infrastrutture, nel settore energetico, nei trasporti, nell'edilizia e persino nelle nostre tasche. Secondo l’Istituto Federale per le Geoscienze e le Risorse Naturali della Germania, un comune telefono cellulare può contenere fino a 66 metalli diversi. I metalli preziosi e quelli speciali, in particolare, sono fondamentali per farlo funzionare[1].
La domanda globale di metalli è in costante crescita; quella di terre rare potrebbe più che raddoppiare entro il 2040, mentre per il litio è previsto un aumento fino a tredici volte[2]. Tutto ciò incide sulla disponibilità e sulla qualità dell’acqua. Produrre un solo chilogrammo di rame — quello che finisce in cavi elettrici o caldaie — richiede circa 97 litri d’acqua[3]; per un chilogrammo di litio, necessario alla produzione di batterie per auto elettriche, servono tra 400 e 2.000 litri[4].
Cina e Stati Uniti sono i maggiori consumatori di minerali e metalli, mentre in Europa, il primato spetta alla Germania[5]. Le industrie automobilistica e delle costruzioni hanno una domanda particolarmente elevata, poiché richiedono grandi quantità di rame e alluminio[6].
Più del 90% delle materie prime consumate in Germania è importato[7]: il Cile[8] fornisce quasi un terzo del litio e quasi un quarto del rame presenti sul mercato mondiale[9].
Le conseguenze sui territori sono pesanti. Da anni le miniere avanzano verso le aree glaciali, compromettendo queste riserve essenziali di acqua dolce[10]. Oggi circa il 70% della popolazione cilena dipende dall’acqua proveniente dai ghiacciai andini[11]. La crisi climatica ne accelera la fusione, ma l’attività mineraria aggrava il problema: le esplosioni di cantiere danneggiano i corpi glaciali, i detriti li ricoprono e la polvere ne accelera la fusione[12]. A ciò si aggiunge la contaminazione di sorgenti e falde[13], che costringe interi villaggi andini a dipendere da camion-cisterna[14]. Nel Salar de Atacama, una delle principali regioni minerarie del Paese, l’estrazione di rame e litio ha già consumato oltre il 65% delle risorse idriche disponibili[15]. L’impatto è amplificato dalla privatizzazione dell’acqua, che assegna priorità all’uso industriale rispetto a quello umano[16]. Situazioni simili si riscontrano in molte altre regioni del mondo. Le multinazionali che controllano l’estrazione generano profitti enormi, raramente redistribuiti alle comunità locali, spesso tra le più povere del pianeta[17]. Il Global Environmental Justice Atlas[18]registra quasi 900 conflitti legati all’estrazione mineraria in tutto il mondo[19]; l’85% dei quali commesso all’uso e alla contaminazione di acque superficiali o sotterranee[20]. Gli sfollamenti sono frequenti e, in molti casi, attivisti ambientali e membri di popoli indigeni vengono uccisi. In paesi come la Repubblica Democratica del Congo, l’estrazione di cobalto e coltan si basa ancora sul lavoro forzato[21].
Anche l’Europa è chiamata ad affrontare queste criticità. Con il Critical Raw Materials Act del 2024, l’Unione Europea punta a rilanciare l’estrazione interna, portando però in primo piano problemi finora relegati ai paesi produttori. È chiaro che solo una regolamentazione rigorosa e un controllo effettivo possono contenere gli impatti dell'attività mineraria. L’estrazione andrebbe vietata nelle aree sorgentizie, negli ecosistemi aridi e fragili e nelle zone glaciali.
Quando si tratta di acqua, le persone devono avere la massima priorità[22]. Le aziende devono prevenire le violazioni dei diritti umani e i rischi ambientali lungo tutta la loro catena di approvvigionamento, garantendo alle comunità colpite accesso effettivo a vie di ricorso. Ma nel lungo periodo l’unico modo per proteggere l’ambiente dagli impatti minerari è ridurre la domanda di materie prime. L'economia circolare offre molte opportunità. Il regolamento dell'Unione Europea sulla progettazione ecocompatibile (Regolamento Ecodesign) mira a ridurre al minimo gli impatti ambientali dei prodotti, lungo l’intero ciclo di vita, attraverso una progettazione sostenibile. Poiché minerali e metalli sono spesso utilizzati per la produzione di pannelli solari, turbine eoliche e veicoli elettrici, estendere tali norme anche al settore delle rinnovabili sarebbe un passo utile. Un cambiamento nei settori dei trasporti e dell’edilizia è indispensabile: significa muoversi verso un futuro con meno automobili, più mobilità attiva e un trasporto pubblico efficiente, riducendo pressioni sia sulle risorse minerarie sia su quelle idriche.
[1] https://www.deutsche-rohstoffagentur.de/DE/Gemeinsames/Produkte/Downloads/Commodity_Top_News/Rohstoffwirtschaft/65_smartphones.pdf?__blob=publicationFile&v=4#:~:text=Die%2012%20wertvollsten%20Metalle%2C%20berechnet,2
[2] IEA 2024:https://www.iea.org/reports/rare-earth-elements#dashboard Rare Earth etwas mehr als Verdoppeltung von 2021 zu 2040 und https://www.iea.org/reports/lithium#dashboard Lithium 13fach.
[4] https://iea.blob.core.windows.net/assets/ffd2a83b-8c30-4e9d-980a-52b6d9a86fdc/TheRoleofCriticalMineralsinCleanEnergyTransitions.pdf, S 214; neue Quelle: https://hiu-batteries.de/die-batterie/nachhaltigkeit/
[5] https://www.bgr.bund.de/DE/Themen/Min_rohstoffe/Downloads/rohsit-2017.pdf;jsessionid=F1C6883DE660E40F89C4100D936B5BE5.internet012?__blob=publicationFile&v=3, Seite 9
[6] https://power-shift.de/vorschlaege-zur-gestaltung-der-rohstoffwende
Und Rohstoffwende und Energiewende zusammen denken.
[7] https://www.bgr.bund.de/DE/Themen/Min_rohstoffe/Downloads/rohsit-2017.pdf;jsessionid=F1C6883DE660E40F89C4100D936B5BE5.internet012?__blob=publicationFile&v=3; neue Quellen: https://www.diw.de/de/diw_01.c.861323.de/wie_sich_deutschland_und_die_eu_aus_rohstoffabhaengigkeiten_loesen_koennen.html; https://bdi.eu/themenfelder/rohstoffe/ganzheitliche-und-nachhaltige-roh…
[8] Peña, C. und M. Hujibregts (2013): The Blue Water Footprint of Primary Copper Production in Northern Chile
[13] Observatorio Latinoamericano de Conflictos Ambientales, 2019, Codelco Andina causa nuevo desastre ambiental por descarga de Relaves al Río Blanco
[14] https://www.germanwatch.org/sites/default/files/germanwatch_die_kupfermine_andina_in_chile_2023.pdf S 2und 3
[16] https://www.germanwatch.org/sites/default/files/germanwatch_die_kupfermine_andina_in_chile_2023.pdf) Seite 2 und 3, https://www.welthungerhilfe.de/welternaehrung/rubriken/klima-ressourcen/wassernot-in-chile-eine-folge-der-privatisierung/, https://www.dw.com/es/chile-explotaci%C3%B3n-de-litio-deja-sin-agua-a-pobladores/a-52165228, https://journals.openedition.org/polis/5091
[18] https://www.idos-research.de/die-aktuelle-kolumne/article/warum-nachhaltiges-wassermanagement-im-bergbau-komplexitaet-beruecksichtigen-muss/
[19] Warum nachhaltiges Wassermanagement im Bergbau Komplexität berücksichtigen muss (idos-research.de)
[20] Warum nachhaltiges Wassermanagement im Bergbau Komplexität berücksichtigen muss (idos-research.de)