Soluzioni: coltivare l’acqua

Atlante dell'acqua 2026

Restituire spazio alla natura e promuovere un’agricoltura che rigenera il suolo può creare veri e propri paesaggi climatici, capaci di assorbire carbonio e acqua. Questi ambienti contrastano siccità e alluvioni, favoriscono la biodiversità, raffrescano il clima e mantengono attivi i cicli idrici locali e regionali.

I paesaggi delle pianure alluvionali semi-naturali favoriscono la biodiversità, contribuiscono a mitigare la crisi climatica, forniscono una protezione naturale dalle alluvioni e sono luoghi ricreativi molto apprezzati.
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I paesaggi delle pianure alluvionali semi-naturali favoriscono la biodiversità, contribuiscono a mitigare la crisi climatica, forniscono una protezione naturale dalle alluvioni e sono luoghi ricreativi molto apprezzati.

Immaginiamo la Terra come un grande organismo vivente, i cui fiumi e le acque sotterranee diventano le sue arterie e vene, regolando il metabolismo del pianeta. Il suolo è la sua pelle. Gli alberi e le piante funzionano come ghiandole sudoripare: rilasciano acqua attraverso l'evaporazione, raffreddando la superficie terrestre. Tuttavia, questi cicli idrologici sono minacciati dalla distruzione dei paesaggi naturali. La deforestazione, le monocolture, il degrado del suolo, la regolazione dei fiumi e la perdita delle zone umide, contribuiscono alla scomparsa di suoli fertili e vegetazione naturale. Gli scienziati del clima avvertono da tempo dei possibili punti di non ritorno: l'interruzione dei cicli dell'acqua causata dal degrado del suolo e dalla perdita di vegetazione naturale può costituire uno di questi punti, danneggiando irreparabilmente quei processi vitali che mantengono verdi e abitabili intere regioni del pianeta[1].

Questo punto di non ritorno può essere evitato attraverso azioni decise. Più vegetazione e suoli fertili, ricchi di humus, possono raffreddare e rivitalizzare interi paesaggi. L'acqua può letteralmente essere coltivata. Le piante traspirano grandi quantità di umidità, che rientra nel ciclo idrologico. In una giornata estiva, un singolo albero di grandi dimensioni può traspirare centinaia di litri d’acqua, generando un raffreddamento paragonabile a quello di due unità di aria condizionata[2].

La crisi climatica sta causando ondate di calore sempre più intense. Piantare alberi e costruire tetti verdi può abbassare le temperature e rendere le città più vivibili.
La crisi climatica sta causando ondate di calore sempre più intense. Piantare alberi e costruire tetti verdi può abbassare le temperature e rendere le città più vivibili.

 

Affinché ciò avvenga, la pioggia deve poter infiltrarsi nel suolo e restarvi il più a lungo possibile. La chiave è rallentare il ciclo dell'acqua. Fiumi e torrenti rettificati, ostruiti o canalizzati devono poter tornare a fluire liberamente e straripare. Nelle città, più superfici possibili devono essere liberate da cemento e asfalto, così da favorire l’infiltrazione dell'acqua piovana. Più il suolo è ricco di humus, più acqua può trattenere.

In agricoltura ciò significa mantenere la superficie del suolo coperta per proteggerla da evaporazione ed erosione. La semina intercalare (undersowing), ad esempio, permette di mantenere una copertura vegetale protettiva. Altre pratiche includono colture di copertura, evitare l'aratura e applicare compost. L'agroforestazione, che integra alberi e siepi nei campi, arricchisce il suolo, rallenta il flusso dell’acqua e ne aumenta la capacità di immagazzinamento, oltre a migliorare l'ombreggiamento. Queste misure hanno effetti rilevanti: le aree piantate con alberi possono abbassare la temperatura dell'ambiente circostante di diversi gradi, frenare il vento e aumentare la biodiversità, fornendo habitat per uccelli e insetti. Piantare alberi e arbusti può persino aumentare la produzione complessiva grazie a legname, bacche e frutta a guscio[3].

La protezione naturale del clima ha un enorme potenziale per ripristinare i cicli interrotti e invertire il degrado. Rinaturalizzare il 15% degli ecosistemi globali potrebbe prevenire il 60% delle estinzioni e contribuire a impedire il rilascio nell'atmosfera di circa 300 gigatonnellate di CO2[4].  Tuttavia, queste misure possono sostenere la lotta alla crisi climatica solo se accompagnate da altre azioni: i progetti di sequestro del carbonio non possono sostituire l'eliminazione graduale dei combustibili fossili.

La protezione e la rinaturalizzazione delle zone umide devono essere una priorità. Circa il 95% delle torbiere tedesche è stato drenato artificialmente per l’agricoltura, la silvicoltura e l'estrazione della torba. La rinaturazione dei quattro milioni di ettari di zone umide degradate, consentirebbe di immagazzinare tra 100 e 400 gigatonnellate di CO2, una quantità pari a circa dieci volte le attuali emissioni globali annuali di gas serra[5]. La rinaturazione migliora anche la protezione delle specie e lo stoccaggio dell'acqua[6]. Le torbiere riumidificate possono continuare a essere utilizzate in agricoltura attraverso la paludicoltura, che include, ad esempio, il pascolo dei bufali d’acqua o la coltivazione di canne come materiali da costruzione.

Cicli idrici rigenerati, una maggiore copertura vegetale e suoli più fertili possono rivitalizzare interi paesaggi, rafforzandone la capacità di adattamento. Ne sono un esempio foreste, prati, zone umide e terreni agricoli ripristinati che integrano l'agroforestazione e le torbiere riumidificate. A questo si aggiungono le “città spugna”, dove superfici non impermeabilizzate permettono all’acqua piovana di infiltrarsi nel terreno, riducendo il rischio di allagamenti, e dove i tetti verdi contribuiscono al raffrescamento del microclima. Uno studio del 2024 ha mostrato che le foreste della parte orientale degli Stati Uniti raffreddano la superficie terrestre di 1-2 °C ogni anno e di 2-5 °C nelle ore centrali della giornata durante la stagione vegetativa. Le foreste giovani, tra i 20 e i 40 anni, risultano le più efficaci. Le analisi delle tendenze storiche dell’uso del suolo e delle temperature confermano che i territori circondati da foreste in rigenerazione registrano valori fino a 1 °C inferiori rispetto alle regioni vicine prive di cambiamenti nella copertura vegetale[7].

Lo sviluppo di questi paesaggi climatici richiede un quadro politico chiaro e affidabile. Le aziende agricole che praticano paludicoltura necessitano di certezza nella pianificazione e di incentivi finanziari. Allo stesso tempo, occorre creare catene del valore che coinvolgano, ad esempio, il settore edilizio e che promuovano la vendita di prodotti sostenibili realizzati con piante delle torbiere, come canne e muschi di torba. Ripristinare i cicli idrologici, sequestrare carbonio, raffreddare la Terra e far prosperare la biodiversità significa creare paesaggi che offrano nuovi spazi vitali per esseri umani, piante e animali.

Le pianure alluvionali rinaturalizzate trattengono e degradano nutrienti come l'azoto. A lungo termine, ciò riduce i costi complessivi della depurazione delle acque.
Le pianure alluvionali rinaturalizzate trattengono e degradano nutrienti come l'azoto. A lungo termine, ciò riduce i costi complessivi della depurazione delle acque.

[1] Makarieva, Anastassia M., et al. “Vegetation Impact on Atmospheric Moisture Transport under Increasing Land-Ocean Temperature Contrasts.” Heliyon, vol. 8, no. 10, Oct. 2022, p. e11173. DOI.org (Crossref), doi:10.1016/j.heliyon.2022.e11173.

[2] Ellison, David et al.: Trees, Forests and Water: Cool Insights for a Hot World. Global Environmental Change 43, 51–61, 2017, doi: 10.1016/j.gloenvcha.2017.01.002.

[3] Tölle, Merja H., et al. “Increasing Bioenergy Production on Arable Land: Does the Regional and Local Climate Respond? Germany as a Case Study.” Journal of Geophysical Research: Atmospheres, vol. 119, no. 6, Mar. 2014, pp. 2711–24. DOI.org (Crossref), doi:10.1002/2013JD020877.

[4] Strassburg, Bernardo B. N., et al. “Global Priority Areas for Ecosystem Restoration.” Nature, vol. 586, no. 7831, Oct. 2020, pp. 724–29. DOI.org (Crossref), doi:10.1038/s41586-020-2784-9.

[6] https://aufbauende-landwirtschaft.de/wp-content/uploads/2023/11/poe_174_092_98_Scheub_Schwarzer.pdf;Zou, Junyu, et al. “Rewetting Global Wetlands Effectively Reduces Major Greenhouse Gas Emissions.” Nature Geoscience, vol. 15, no. 8, Aug. 2022, pp. 627–32. DOI.org (Crossref), doi:10.1038/s41561-022-00989-0.