Guida pratica sul contenzioso strategico avverso i respingimenti nel Mediterraneo e per il diritto d'ingresso
La guida è uno strumento di lavoro dedicato alle organizzazioni della società civile, allɜ operatorɜ del diritto, alle cliniche legali universitarie per favorire la diffusione di una specifica strategia di contenzioso per il diritto all’ingresso delle persone sottoposte a respingimenti delegati nel Mediterraneo centrale.
Il respingimento è uno degli strumenti cardine delle attuali politiche di gestione delle migrazioni. Dal punto di vista dell’efficacia politica e narrativa contiene in sé l’azione di non permettere l’ingresso, ovvero, in un certo immaginario, di costituire una difesa per le società di destinazione, e l’atto del deportare che condensa una forma estrema di potere: disporre della vita e della mobilità di una persona, prenderla e portarla altrove. A questo potere fanno da contrappeso una serie di norme e principi a tutela dei diritti umani, come il divieto di respingere una persona in un luogo in cui è a rischio la sua incolumità o di eseguire espulsioni collettive.
Nell’ambito delle politiche di esternalizzazione si sono sperimentate molteplici strade per bloccare le persone in movimento e riportarle nel Paese di origine o in paesi terzi o di precedente transito aggirando o eludendo le disposizioni a tutela dei diritti delle persone respinte. È il caso dei programmi di rimpatrio cd volontario dai paesi di transito, con cui, a fronte di situazioni di estremo pericolo e di assenza di alternative, si riportano in patria anche persone vulnerabili, sottoposte a tratta o richiedenti asilo.
Nel Mediterraneo centrale, così come in altri mari, il respingimento consiste materialmente nell’intercettazione e nel blocco delle persone che tentano di attraversare la frontiera e nella loro riconduzione nel luogo da cui sono partite.
Nel corso degli ultimi quindici anni queste azioni sono state declinate in modi diversi. In particolare, sono progressivamente cambiati gli attori che le eseguono e si sono modificate le condotte delle autorità europee al fine di delegare l’esecuzione materiale del respingimento a soggetti terzi. Come vedremo meglio in seguito, la sentenza della Corte europea dei diritti umani (Corte EDU) nel caso Hirsi aveva condannato l’Italia per il respingimento e la riconsegna alle autorità libiche di un gruppo di persone soccorse in mare. I meccanismi di delega sono così subentrati per allontanare la responsabilità della condotta illecita dalle autorità italiane. L’obiettivo politico tuttavia non è cambiato: impedire al maggior numero di persone in movimento di approdare in Italia e in Europa. Il raggiungimento di tale obiettivo ha comportato e comporta una serie di gravi violazioni dei diritti umani da parte delle autorità europee e italiane che hanno sistematicamente e consapevolmente ignorato i principi e le norme a tutela dei diritti mettendo in campo sfaccettate politiche di deterrenza e selezione della mobilità.
La guida presenta uno degli strumenti giuridici di contrasto a tali violazioni: lo sviluppo di contenzioso per il rilascio di visti d’ingresso per la richiesta di protezione a fronte dell’illegittima condotta delle autorità italiane o europee nella esecuzione del respingimento.
Dettagli della pubblicazione
Indice dei contenuti
- Introduzione
- La gestione del Mediterraneo centrale: dai respingimenti diretti al controllo remoto
- L'ampiezza del concetto del respingimento e lo sviluppo di una giurisprudenza di contrasto
- Metodologia e lavoro preparatorio
- Il caso Orione: respingimento diretto da parte delle autorità italiane
- Il caso Asso 29. L'esecuzione del respingimento da parte di attori privati
- Il caso Vos Triton del giugno 2021 - un'interpretazione estensiva del contatto qualificato
- Conclusioni