Biodiversità: habitat umidi

Atlante dell'acqua 2026

Gli ecosistemi sani purificano l’acqua, regolano il clima e mitigano gli effetti di alluvioni e siccità. Ma la crisi climatica sta alterando i cicli naturali e minacciando habitat vitali in ogni parte del mondo. Proteggere torbiere, zone umide e aree costiere non è solo una priorità ecologica, è un imperativo sociale.

Rivestire il suolo con asfalto e cemento impedisce l’assorbimento dell’acqua. Il risultato: tracimazione degli scarichi e allagamenti
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Rivestire il suolo con asfalto e cemento impedisce l’assorbimento dell’acqua. Il risultato: tracimazione degli scarichi e allagamenti.

Nel ricercare tracce di vita su pianeti lontani, gli scienziati cercano tracce di acqua: dove c'è acqua, potrebbe esserci vita. Sul nostro pianeta blu, la vita è nata negli oceani, evolvendosi nel tempo in una straordinaria varietà di specie che oggi popolano terre, mari e cieli.

L'acqua e la biodiversità sono strettamente interconnesse. I diversi ecosistemi acquatici ospitano un’ampia gamma di forme di vita vegetali e animali. La salute di questi ecosistemi è fondamentale per la sopravvivenza di organismi così specializzati.

L'esempio della Germania dimostra che il ripristino conviene, poiché le pianure alluvionali si rigenerano rapidamente e offrono rifugio a molte specie
L'esempio della Germania dimostra che il ripristino conviene, poiché le pianure alluvionali si rigenerano rapidamente e offrono rifugio a molte specie.

La diversità è essenziale per la funzionalità degli ecosistemi. L'acqua pulita favorisce la riproduzione e la crescita delle specie, mentre comunità ricche di flora e fauna contribuiscono al ciclo e alla purificazione dell'acqua stessa Alcune specie, come le tife e i giacinti d'acqua[1], e determinati microrganismi rimuovono inquinanti, tossine e metalli pesanti, mentre molluschi, canne e radici[2] agiscono come filtri naturali. Senza questa ricchezza di forme di vita, molti ecosistemi perderebbero la loro funzionalità. 

Ecosistemi come zone umide, pianure alluvionali, torbiere e foreste svolgono un ruolo cruciale nel ciclo dell’acqua a livello planetario. L’acqua evapora dal suolo e dalle foglie, condensa in atmosfera e ritorna come pioggia o neve, alimentando un ciclo continuo e vitale. Le zone umide, con i loro suoli porosi ricchi di materia organica, trattengono l’acqua come una spugna naturale[3]: riducendo il rischio di inondazioni e la rilasciano lentamente nei periodi di siccità, attenuandone gli effetti. Un ruolo simile è svolto dalle pianure alluvionali, che immagazzinano l’acqua in eccesso riducendo il rischio di alluvioni e contribuendo alla fertilità del suolo.

Il ciclo idrologico planetario è gravemente compromesso dalla crisi climatica. Gli ecosistemi rischiano di andare perduti, gli habitat possono frammentarsi o degradarsi e le catene alimentari essere interrotte. Le specie incapaci di adattarsi potrebbero diminuire fino a scomparire. Questo è particolarmente problematico nel caso di specie chiave, che sono cruciali nel mantenere la struttura e la funzionalità degli ecosistemi. Gli alligatori[4] e i coccodrilli sono esempi emblematici di specie chiave negli ambienti paludosi: la frammentazione dei loro habitat e dei loro siti di riproduzione causata dalla siccità influisce direttamente sulle loro popolazioni, generando effetti a cascata su numerose altre specie.

Anche gli oceani stanno subendo gli effetti estremi della crisi climatica. Assorbendo l’eccesso di anidride carbonica (CO2), uno dei principali gas serra, contribuiscono a mantenere l'equilibrio globale del carbonio. Tuttavia, l'assorbimento di una quantità così elevata di CO2 altera i livelli naturali di pH dell'acqua del mare, rendendola più acida e riducendo il numero di ioni carbonato[5] necessari ai coralli e ai molluschi per costruire scheletri e gusci. Poiché questi organismi sono spesso specie chiave, la loro vulnerabilità compromette intere catene alimentari. L'aumento della temperatura del mare mette inoltre sotto stress i coralli, che espellono le alghe simbionti da cui dipendono: è il fenomeno dello sbiancamento, che rende i coralli più vulnerabili a malattie e mortalità[6]. Intere barriere coralline rischiano quindi di collassare se la temperatura dell'acqua non torna a livelli sicuri.
 

Le popolazioni migratorie di pesci d'acqua dolce in Europa sono diminuite del 93% dal 1970, principalmente a causa della perdita di habitat, dell'inquinamento idrico e della crisi climatica.
Le popolazioni migratorie di pesci d'acqua dolce in Europa sono diminuite del 93% dal 1970, principalmente a causa della perdita di habitat, dell'inquinamento idrico e della crisi climatica

Gli ecosistemi ricchi di biodiversità sono più efficaci nel fornire vari tipi di servizi ecosistemici da cui dipende il benessere umano: regolazione del clima, dell'acqua e dell'aria; produzione di cibo e composti medicinali; servizi di supporto come il ciclo dei nutrienti, la fotosintesi e la formazione di suoli fertili. Di conseguenza, un approccio basato sui servizi ecosistemici è fondamentale per gestire efficacemente l'acqua e la biodiversità a livello globale. La Convenzione delle Nazioni Unite sulla Biodiversità Biologica[7] riconosce il legame fondamentale tra acqua e biodiversità e sottolinea l'importanza di approcci basati sugli ecosistemi, come la riumidificazione delle torbiere, il ripristino delle pianure alluvionali dei fiumi e la ricostruzione degli habitat degradati per mantenere questo equilibrio.

La riumidificazione delle torbiere, ad esempio, è una strategia chiave adottata dall'Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN)[8]. Ripristinare i livelli d’acqua naturali in queste aree aiuta a prevenire gli incendi, ridurre la subsidenza e ristabilire gli ecosistemi. In alcuni casi, la reintroduzione di specie autoctone favorisce ulteriormente la biodiversità. Poiché le torbiere sono naturalmente allagate, riportarle al loro stato originario crea condizioni ottimali per la biodiversità e per mitigare gli effetti della crisi climatica: la materia organica accumulata nella torba si decompone molto lentamente, rendendo questi ecosistemi importanti serbatoi naturali di carbonio. L'introduzione della paludicoltura, ovvero forme di agricoltura adatte alle condizioni delle zone umide, può conciliare biodiversità, sostenibilità socioeconomica e mezzi di sussistenza delle comunità locali. Il successo di questi approcci dipende da istituzioni solide, dedicate sia a livello di paesaggio che di bacino idrografico, supportate da una forte volontà politica.